Le Lingue Straniere e il loro (in)successo nelle scuole pubbliche

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Le Lingue Straniere e il loro (in)successo nelle scuole pubbliche

Emergono dati allarmanti dall’esito degli invalsi 2019.

Secondo quanto riportato da “Il Sole 24 ore” uno studente su tre, non conosce l’inglese nonostante lo abbia studiato per ben 13 anni (leggi l’articolo qui ).

Più nello specifico le difficoltà maggiori sono state riscontrate negli esercizi di listening e reading.

Se vi state chiedendo come sia possibile tutto ciò, in questo articolo proverò a rispondere a questa vostra (legittima) domanda.

L’inglese così come le lingue straniere in generale, sono materie che necessitano molto più di un semplice libro di grammatica. Un’ insegnante, seppur laureata a pieni voti in Scienze della Formazione e magari anche con livello B2 tra le mani, non potrà mai insegnare a 360° una lingua straniera.

Questo accade perché ogni lingua prevede 4 differenti micro-settori:

  • writing: la capacità di scrittura
  • listening: la capacità di ascolto
  • speaking: la capacità di parlare
  • phonetic: la fonetica

Un buon insegnante potrà sicuramente fornire ai suoi studenti tutti gli strumenti necessari affinché imparino a scrivere più o meno correttamente i loro pensieri utilizzando le regole grammaticali acquisite e il vocabolario di cui dispongono.

Ma cosa succede quando si tratta di capire concetti espressi, oralmente o per iscritto, da un’altra persona?

Nel caso di espressione orale, l’alunno va a scontrarsi con una dura realtà: non ha “l’orecchio” per poter capire le parole pronunciate da un madrelingua.

Durante l’anno scolastico, un buon insegnante parlerà in classe in lingua straniera ma.. quale sarà il suo accento? I ragazzi di oggi capiscono (e non sempre) l’ inglese parlato da italiani o da chi, come loro, lo parla in qualità di seconda lingua.

Un qualcosa di analogo si verificherà al momento del reading: l’alunno non conosce vocaboli a sufficienza per capire il significato della frase, soprattutto quando articolata. Anche in questo caso, il problema nasce dal fatto che l’insegnate è italiano e talvolta lui stesso non dispone di un vocabolario illimitato (e non è certo una sua colpa!).

Come ovviare quindi a questo gap, a questa mancanza di orecchio e vocabolario?
La risposta è semplice: Insegnanti Madrelingua.

Quindi il mio consiglio è quello di giocare d’anticipo.

Alla The Bridge – Corsi di Lingue vi propongo corsi personalizzati, su misura per ogni esigenza in termini di programma, giorni e fasce orarie, con veri insegnanti madrelingua.

E quando dico VERI, intendo dire che si tratta di VERI insegnanti e VERI madrelingua.

Lo staff della mia scuola di lingue “The Bridge” è accuratamente selezionato secondo rigidi criteri e controlli per essere certi di proporre ai corsisti solo personale madrelingua appositamente qualificato per insegnare la propria lingua ad uno straniero.

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